Nepsic | La diagnosi di DSA negli adulti
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La diagnosi di DSA negli adulti

La dislessia, come altri disturbi di apprendimento, spesso non viene diagnosticata in età infantile. Molti dislessici diventano adolescenti e adulti senza che venga loro diagnosticato questo disturbo e si trovano, quindi, ad affrontare diverse difficoltà in campo accademico e professionale.
La dislessia in Italia è presente nel 3-4% della popolazione scolastica, mentre i dati del Miur per l’AS 2011/2012 riportano la presenza di 1,1% di diagnosi nelle scuole italiane, ciò implica che circa 2 casi su 3 sfuggono alla diagnosi in età evolutiva! Ecco perché diverse persone chiedano la valutazione a fini diagnostici per la prima volta in età adulta.
Inoltre, grazie all’attuazione della legge 170 del 2010, che prevede la tutela e il supporto delle persone con DSA durante tutto il percorso scolastico ed accademico, si è ulteriormente diffusa la necessità di un approfondimento del profilo neuropsicologico dei DSA anche in età adulta.
Numerose ricerche condotte a tal proposito hanno mostrato che:
– soggetti dislessici, che non hanno seguito alcun tipo di trattamento specifico in età evolutiva, possono incrementare la loro velocità di lettura mettendo in atto strategie spontanee, per compensare le proprie difficoltà, pur rimanendo più lenti rispetto ai normolettori (Martino et al., 2011);
– la lentezza di lettura è la caratteristica principale riscontrata nei dislessici adulti (Sterling,1998; Shaywitz et al., 1999);
– in età adulta i soggetti con DSA conservano difficoltà a manipolare più informazioni e ad organizzare e strutturare lo studio o il lavoro (Hatcher et
al., 2002).
Le importanti novità in ambito legislativo e il loro significativo impatto sulla didattica hanno contribuito a determinare un costante aumento dei ragazzi dislessici che decidono di proseguire gli studi in ambito universitario.
E’ dunque indispensabile che la sanità, sempre di più, si doti di strumenti appositi per la definizione diagnostica negli individui adulti, per permettere loro di accedere alle forme di tutela alle quali hanno diritto.
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